Piccoli prestiti ai dipendenti nel 2021: guida, offerte, tipologie, migliori

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I dipendenti si possono trovare in varie situazioni nelle quali necessitano di prestiti personali per acquistare una casa, un auto o più facilmente per pagare le spese personali. Hanno una varietà di strumenti di cui possono approfittare, in Italia questi strumenti, in relazione ad uno stipendio di un dipendente, godono di molte garanzie di stabilità e sono gli elementi base per ottenere prestiti da banche o istituzioni finanziari.

Ci auguriamo di creare questa guida per informare e rendere consapevoli i dipendenti che cercano di ottenere prestiti. La situazione generale non è di facile comprensione, quindi comprendiamo l’importanza di preparare un discorso in modo semplice e schematico per presentare le informazioni corrette nel modo più efficace. Per questi stessi motivi, ci sentiamo di consigliare alle persone che ci leggono di prestare particolare attenzione e, se dovesse servire, di redigere su un’agenda con una matita per contrassegnare i passaggi chiave, in modo che possano ricordare varie informazioni e utilizzarle per un ulteriore utilizzo delle informazioni su internet in futuro, oppure cerca e scopri quale decisione sia più adatta alle tue esigenze.

Le varianti di prestiti di cui può usufruire un dipendente

La seguente guida si concentrerà su una serie di aspetti che i lavoratori devono considerare per ottenere prestiti che da più angolazioni offrono dei vantaggi (economici e soprattutto fiscali). Finalizzare una tale decisione non è mai un compito facile ed è bene mantenere molte scelte di base a propria disposizione, su cui poi valutare il più conveniente.

  • Per prima cosa, analizzeremo i prestiti in azienda, ovvero i prestiti concessi ai dipendenti all’interno della tua azienda, e godremo di molti vantaggi se l’azienda lo consente.
  • Successivamente si analizzerà la “cessione del quinto“, che viene fornita ai dipendenti da numerosi soggetti privati ​​(come Poste Italiane e anche altre banche).
  • Infine, capiremo il significato di fideiussione, il quale si esplica in uno strumento di garanzia. Infatti se non riesci ad ottenere uno dei primi due sopra detti, questo è uno strumento molto importante laddove dovessi richiedere prestiti generali e personali da una banca o da un istituto finanziario.

Tutto quello che devi fare è sederti, prendere il foglio per prendere appunti o aprire word sul pc o l’app delle note sul proprio smartphone, prestare attenzione e goderti 6 minuti di apprendimento da questa lettura di approfondimento.

Il prestito dalla propria azienda per cui si lavora

Chiunque sia un dipendente può fare richiesta di un prestito al datore di lavoro, in ossequio alla politica di welfare formulata all’interno del settore privato. Questo è un prestito classificato come fringe benefit o “beneficio accessorio” che viene aggiunto al salario. Oltre al finanziamento, questi benefici possono includere i più famosi buoni pasto, auto aziendali o servizi di istruzione e orientamento, di cui avrete sicuramente sentito parlare se si ricopre un ruolo di dipendente per un azienda.

La richiesta viene effettuata al proprio datore di lavoro

Puoi sempre richiedere un prestito al tuo datore di lavoro. Tuttavia in questa forma di prestito intercompagnia, cioè posto all’interno dell’azienda per cui si lavora, diversamente di come avviene nella cessione del quinto, in cui il datore di lavoro non può rifiutarsi dal concederlo, in questo caso potrebbe non accettare di erogarlo. Pertanto, in effetti, dal grande al piccolo, è più probabile che tu riceva una risposta positiva. Nello specifico si tratta di una rara forma di prestito personale e di prestito fisso: il primo è solitamente liquido e libero da motivazione nel fine ultimo d’impiego, mentre il secondo è motivato. Infatti, la richiesta di prestito del datore di lavoro deve essere corredata di motivazione al momento della richiesta. Questo è un aspetto che lo fa sembrare un prestito definitivo (cioè associato a una quota specifica). Una volta approvato, i fondi dell’azienda possono essere utilizzati per rimborsare il prestito, oppure il datore di lavoro può firmare un accordo con un prestatore tradizionale (banca o istituto finanziario), a volte condividendo una porzione dei corrispettivi interessi.

Le agevolazioni fiscali

I prestiti ai dipendenti sono più convenienti rispetto ad altri prestiti, infatti questi godono di una serie di agevolazioni fiscali: solo il 50% è tassato tra il tasso di interesse concesso ai lavoratori e il tasso di sconto ufficiale (il tasso di interesse medio applicato al momento o alla fine di ogni anno).

Per fare un esempio pratico: se il tasso di interesse medio applicato a un prestito a un dipendente in un mercato simile è del 3% e il datore di lavoro lo paga all’1%, la differenza imponibile dell’intero prestito è pari all’1%. Questo si determina dal seguente calcolo: (3% -1%) / 2.

Secondo quanto viene detto dall’Agenzia delle Entrate, per i mutui ipotecari, i lavoratori hanno diritto alla detrazione del 19% degli interessi rispetto alle restanti spese del datore di lavoro.

Come si effettua la richiesta?

Le aziende maggiori hanno i propri moduli di richiesta di prestito commerciale personalizzati, solitamente con apposizione dei loghi. Tuttavia, indipendentemente dal modello adottato, la richiesta di finanziamento contiene sempre gli stessi elementi: dati che identificano il contratto di lavoro, quanto ammonta il prestito, il periodo di rimborso (espresso in anni e quantità di rate), finalità del finanziamento e modalità di pagamento.

L’unica cosa non specificata è il tasso che si dovrà applicare perché sarà poi indicato dal datore di lavoro mediante un’apposita lettera.

Cessione del Quinto: una garanzia per i lavoratori

La quinta riserva è anche più conosciuta con il nome di Cessione del Quinto ed è una formula specifica per il prestito personale a tasso fisso. Viene chiamato così in quanto il debito dovuto si detrae dallo stipendio (o pensione) e il rimborso non supera un quinto di quest’ultime voci (al netto delle tasse ovviamente).

Se vuoi conoscere il principio di funzionamento del metodo di distribuzione del quinto, devi comprendere che la sua scadenza non può superare mai i 120 mesi, ed è un finanziamento incompiuto, cioè senza necessità di fine motivato: non c’è bisogno di specificare il motivo della richiesta del metodo di distribuzione, cosa che generalmente viene richiesta in altri prestiti, come ad esempio il prestito aziendale che abbiamo analizzato precedentemente.

Chi ne ha diritto?

Dipendenti pubblici e privati, anche pensionati. Per quanto riguarda i lavoratore  è chiaro che questi devono avere un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Tuttavia anche i datori di lavoro devono soddisfare determinati requisiti: dimostrare la loro stabilità economica e finanziaria, inoltre di solito devono avere almeno 16 dipendenti. Le persone con contratto a tempo determinato o a progetto possono avvalersi di questa forma di prestito purché il debito non sia estinto dopo la scadenza del contratto di lavoro.

Le Poste Italiane e la loro formula di Cessione del Quinto

Famosissimi gli strumenti finanziari forniti dal Gruppo Poste Italiane, attualmente una delle maggiori società italiane quotate alla Borsa di Milano. Lo strumento è stato appositamente progettato per creare una forma di prestito e finanziamento sicura e accessibile agli attuali dipendenti. La certezza è determinata dal fattore garanzia dello stipendio, quindi in questo caso la banca o l’ufficio postale è facilmente disposta nel concedere il prestito. D’altra parte l’accessibilità è indicata dal quinto non superabile, il che significa che il rimborso non provocherà danni economici, tali da pesare enormemente sulla spesa del dipendente.

Caratteristiche della Cessione del Quinto di Poste Italiane

L’importo del prestito è chiaramente determinato in base allo stipendio effettivo (al netto delle imposte) ricevuto dal dipendente. Altri fattori sono il quinto trasferibile e la durata del prestito. Se la richiesta viene fatta insieme e comprende l’intero quinto dello stipendio, si può versare un massimo di 150.000 euro. In caso contrario, l’importo massimo è di 75.000 euro. La durata è di 36 mesi fino a 120, Se è richiesto anche il pagamento affidato, il limite massimo di 1/5 può essere ulteriormente aumentato a 2/5. L’ambito della copertura assicurativa è interamente a carico dell’ente erogatore del finanziamento, si tratta di un obbligo previsto dalla legge e non può essere abrogato dal contenuto del contratto.

La fideiussione come ultima spiaggia

L’ultima situazione è quando vuoi ottenere un prestito per coprire le spese personali, ma non puoi ottenere uno dei primi due elementi, ad esempio perché non hai soddisfatto le condizioni richieste. Il costo può essere utilizzato per cure mediche o viaggi, ma lo scopo finale è libero. Le banche di solito effettuano i pagamenti sulla base del fatto che il richiedente può rimborsare, ovvero le garanzie fornite senza considerare lo scopo finale.

Se non riesci ad ottenere un tasso di interesse conveniente, puoi scegliere un cosiddetto fideiussore, cioè un contratto con una terza parte che garantisce il debito. Se il debitore è inadempiente, il garante deve rimborsare il debito. Questa è una grande responsabilità, quindi non tutti sono sempre disponibili. In alcuni casi, è possibile richiedere a un’altra banca di costituire una garanzia bancaria, dove l’altra banca funge da deposito di garanzia (a differenza della prima banca).