Prestiti a dipendenti trattamento fiscale: guida e normative

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I lavoratori dipendenti possono trovarsi in una varietà di contesti in cui hanno bisogno di un prestito personale per acquistare una casa, un’auto o semplicemente una spesa personale. Hanno a disposizione una varietà di strumenti che consentono di svolgere un ruolo lavorativo, che in Italia gode di numerose garanzie di stabilità ed è un elemento fondamentale per ottenere finanziamenti da banche o istituti finanziari.

Abbiamo voluto realizzare questa guida nell’ottica di sensibilizzare i dipendenti lavoratori che si cimentano nell’ottenere un prestito. Il quadro generale non è facilmente intuibile, quindi capiamo quanto sia importante preparare il tuo intervento in modo semplice e schematico per poter presentare le giuste informazioni nel modo più efficace. Anche per questo motivo consigliamo a chi ci legge di prestare particolare attenzione e, se necessario, a prendere un’agenda con una matita per segnare i passaggi chiave, in modo tale da poter memorizzare le varie informazioni e utilizzarle in futuro per ulteriori approfondimenti su Internet o per studiare e capire quale decisione sia la migliore.

Le opzioni di prestiti a disposizione dei dipendenti

La seguente guida verterà su una serie di aspetti che il lavoratore deve necessariamente tenere in considerazione per poter accedere ad un prestito conveniente sotto molti punti di vista, quello economico e soprattutto fiscale. Prendere una tale decisione non è mai semplice ed è bene tenere aperte una serie di opzioni fondamentali.

  • Prima di tutto andremo ad analizzare il prestito in azienda, ossia il prestito per i dipendenti che viene offerto all’interno della propria azienda e che gode di numerose agevolazioni laddove questo venga consentito dall’azienda di appartenenza.
  • Successivamente andremo ad analizzare la Cessione del Quinto che viene messa a disposizione per i dipendenti da numerosi enti privati, quali ad esempio le Poste Italiane o anche altre banche.
  • In conclusione, come strumento di garanzia, andremo a vedere di cosa si tratta la fideiussione, essendo questo uno strumento molto importante laddove non si riuscisse ad ottenere uno dei primi due sopra elencati e si è obbligati a dover richiedere un prestito ordinario e personale ad una banca oppure ad una finanziaria.

Non ti resta che metterti comodo, prendere un foglio per gli appunti o in alternativa aprire un foglio di Word o delle note sul telefono, prestare attenzione e goderti questa lettura di studio di appena 6 minuti.

Il prestito in azienda

Qualsiasi dipendente può richiedere un prestito al datore di lavoro nell’ambito della politica di welfare formulata dal settore privato. Si tratta di un prestito classificato come fringe benefit o “sussidio accessorio” e va ad aggiungersi alla retribuzione. Oltre al finanziamento, questi beneficio può consistere anche, ad esempio, nei buoni pasto, nelle auto aziendali o nei servizi di istruzione e orientamento.

Il prestito personale richiesto al proprio datore di lavoro

È sempre possibile richiedere un prestito al proprio datore di lavoro. Tuttavia, differentemente della cessione del quinto, che non può essere rifiutato, nel caso dei prestiti intercompany, il datore di lavoro può non accettare di offrirlo. Pertanto, in realtà, dal grande al piccolo, è più probabile che si ottenga una risposta positiva. Nel dettaglio, si tratta di una forma poco comune di prestito personale e di prestito fisso: il primo ha comunemente ottenuto liquidità, mentre il secondo ha motivazione. La richiesta di prestito da parte del datore di lavoro, infatti, si deve necessariamente motivare. Questo è un aspetto che lo fa assomigliare ad un prestito finalizzato (legato cioè ad una spesa specifica). Una volta approvato, i fondi dell’azienda possono essere utilizzati per pagare il prestito, oppure il datore di lavoro può stipulare una convenzione con istituti di credito tradizionali (istituti bancari o finanziari), condividendo talvolta una parte degli interessi.

Dal punto di vista fiscale

Le tasse sui prestiti ai dipendenti sono più convenienti rispetto ad altri prestiti: solo il 50% viene tassato tra il tasso di interesse concesso ai lavoratori e il tasso ufficiale di sconto, cioè il tasso di interesse medio adottato in quel momento o al termine di ogni anno.

Facendo un esempio pratico: se il tasso di interesse medio applicato a un prestito simile a un dipendente sul mercato è del 3%, e il datore di lavoro lo paga all’1%, la differenza imponibile dell’intero prestito è pari all’1%, che è determinato da (3% -1%) / 2. Secondo la normativa dell’Agenzia delle Entrate, per i mutui ipotecari, i lavoratori hanno diritto alla detrazione degli interessi del 19% rispetto alle spese residue (detratti gli eventuali contributi del datore di lavoro).

Come lo si richiede?

Le grandi aziende hanno i propri moduli di richiesta di prestito aziendale personalizzati, generalmente accompagnati anche dal logo. Tuttavia, qualunque sia il modello adottato, la richiesta di prestito contiene sempre gli stessi elementi: dati identificativi del contratto di lavoro dipendente, importo del prestito, periodo di rimborso (anno e numero di rate), causale del prestito, modalità di pagamento. L’unica cosa che non viene specificato è il tasso applicabile, questo sarà determinato dal datore di lavoro.

La cessione del quinto

La quinta voce di accantonamento, o anche Cessione del quinto, è una formula specifica per i prestiti personali a tasso fisso. Si chiama così perché il debito dovuto viene detratto dallo stipendio (o pensione) e rimborsato in misura non maggiore a un quinto dello stipendio netto mensile. Se vuoi sapere come funziona la modalità di allocazione del quinto, vi è da capire che la sua scadenza non può superare i 120 mesi e che si tratta di un prestito non finalizzato: cioè non c’è bisogno di specificare un motivo per poterlo richiedere, come avviene per altri tipi di prestiti.

Chi ha la possibilità di richiederlo?

Dipendenti pubblici, privati ​​e anche i pensionati. I primi due devono chiaramente essere in possesso di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. I datori di lavoro devono anche soddisfare alcuni requisiti: mostrare la propria forza e sicurezza finanziaria e generalmente devono avere un organico di almeno 16 lavoratori dipendenti. Coloro che posseggono un contratto a tempo determinato o a progetto possono utilizzare tale forma di prestito purché il debito non si estingua successivamente al termine ultimo del contratto lavorativo con cui sono stati assunti.

La Cessione del Quinto di Poste Italiane

E’ molto famoso lo strumento finanziario che viene offerto da Poste Italiane, che attualmente rappresenta una delle più grandi aziende italiane, quotata sulla borsa di Milano. Questo strumento è stato proprio progettato con l’intenzione di creare una forma di prestito e finanziamento sicuro e accessibile dai dipendenti lavoratori. La certezza è data dal fattore di garanzia della busta paga, quindi è facilmente erogabile dalle banche o dalle Poste in questo caso, dall’altro l’accessibilità è rappresentato dal limite del quinto che significa essere un rimborso che non grava molto sull’economia della persona.

Come si caratterizza il prodotto finanziario?

L’ammontare del prestito chiaramente viene determinato sulla base dello stipendio che viene effettivamente percepito dal dipendente, quindi al netto delle tasse. Altri fattori sono il quinto trasferibile e quanto dura il prestito. Se questo viene richiesto congiuntamente e viene compreso l’intero quinto della busta paga, si può versare massimo un finanziamento di 150 mila euro. Altrimenti l’importo massimo è di 75 mila euro.

  • La durata si esplica tra i 36 mesi fino ad un massimo di 120
  • Nell’eventualità in cui venga richiesta anche una delegazione del pagamento il limite dell’1/5 può essere ulteriormente innalzato ad 2/5.
  • La copertura dell’assicurazione è completamente a carico dell’ente che eroga il prestito e questo è un obbligo previsto dalla legge, non può essere previsto differentemente nel contratto.

La fideiussione nei prestiti personali con le banche

L’ultima situazione è quando si desidera ottenere un prestito per coprire le spese personali  e non si riesca ad ottenere una delle prime due voci perché ad esempio non si coprono i requisiti richiesti.

Le spese possono essere utilizzate per situazioni mediche o viaggi, ma l’obiettivo finale è gratuito. Le banche di solito effettuano questi pagamenti sulla base del fatto che il richiedente può rimborsare il denaro, ossia sulle garanzie che gli vengono offerte, a prescindere dal fine ultimo. Questa certezza si basa sul reddito o sul patrimonio e può essere data dallo stipendio o dal lavoro continuo. Sulla base di quest’ultimo, infatti, sono stati calcolati tassi di interesse diversi ed è improbabile che le banche siano disposte a concedere prestiti senza garanzie personali.

Laddove non si riesca ad ottenere un tasso d’interesse conveniente si può optare per la cosiddetta fideiussione, ossia un contratto che si stipula con un terzo che si pone a garanzia del debito. Laddove il debitore dovesse essere inadempiente, il fideiussore è tenuto a coprire il debito. E’ una grande responsabilità quindi non sempre tutti sono disposti, in alcuni casi si può richiedere ad un ulteriore banca, costituendo la fideiussione bancaria, in cui un ulteriore banca si pone a garanzia (diversa dalla prima), a fronte però di un deposito cauzionale.