Prestiti a dipendenti: guida al miglior prestito per dipendenti pubblici e privati di Dicembre 2020

Precedente chiamati ‘Prestiti Inpdap‘, l’ente previdenziale della pubblica amministrazione in materia di pensionamento e sostegno economico, e accorpato all’Inps dal 2011, i prestiti per dipendenti pubblici sono dei finanziamenti dedicati ai lavoratori presso un ente della Pubblica Amministrazione, non necessariamente di rilievo statale, in servizio o in pensione.

Si caratterizzano per il tasso di interesse inferiore rispetto ad un prestito tradizionale e alla modalità di pagamento con la cessione del quinto, grazie alla sicurezza di un contratto a tempo indeterminato e all’accettazione del prestito direttamente dall’ente che eroga gli emolumenti (stipendio e pensione). È possibile richiedere anche importi fino a 75.000 euro, senza dichiarare la finalità di impiego. Non sono richiesti garanti, in quanto è lo stesso stipendio/pensione a costituire garanzia di rimborso del debito.

La caratteristiche principali di ogni tipologia di prestito sono:

  1. la somma di denaro erogata in prestito
  2. la durata del finanziamento, ovvero il tempo necessario per rimborsare la somma
  3. il numero di rate
  4. l’ammontare delle rate con specifica scadenza di emissione
  5. il Tan, che corrisponde al tasso annuo nominale di interesse del capitale richiesto
  6. il Taeg, che corrisponde al tasso annuo effettivo globale del capitale + le spese del finanziamento

Chi può richiederli

Inps o Ex Inpdap dispone di forme di finanziamento per i dipendenti pubblici e privati e i lavoratori collocati a riposo iscritti al proprio Fondo credito. La categoria professionale alla quale sono dedicati i prestiti rientrano nell’assunzione in servizio a tempo indeterminato da almeno 48 mesi (con alcune eccezione nei contratti a tempo determinato) e il pensionamento da almeno 24 mesi con stipendio o pensione quale indicatore degli importi massimi da erogare.

In linea generale, in relazione alla forma di prestito, all’ente di erogazione scelto, e in relazione alle esigenze di importo, per poter accedere al credito è dunque necessario:

  1. avere compiuto 18 anni;
  2. essere un dipendente di una Pubblica Amministrazione
  3. essere dipendente delle aziende del Gruppo Poste Italiane spa
  4. essere dipendente e pensionato di altre amministrazioni iscritte al Fondo Credito
  5. avere un contratto a tempo indeterminato da almeno 3 anni
  6. essere un dipendente in pensione di una PA
  7. essere iscritto alla Gestione Dipendenti Pubblici dell’Inps
  8. essere iscritto al Fondo Credito se dipendente o pensionato di altra amministrazione pubblica
  9. essere iscritto alla Gestione Assistenza Magistrale (ex ENAM)
  10. età non superiore ai 75/80 anni al termine del piano di ammortamento
  11. aver versato almeno 4 anni di contributi alla cassa Gestione Dipendenti Pubblici Inps o al Fondo credito in relazione alla propria categoria professionale

*I requisiti indicati sono presenti in applicazione differenti in relazione al tipo di finanziamento richieste, vedi di seguito le varie forme di credito proposte con erogazione diretta dall’Inps o in convenzione con altri Istituti bancari.

A seguito dell’inoltro della domanda di finanziamento, la decisione sull’accettazione della richiesta è legata all’esito positivo dei controlli preliminari sulla situazione economica e professionale del cliente, oltre alla presenza di segnalazioni al Crif per cattivi pagatori o per pagamenti con ritardi. L’obiettivo è quello di ridurre il rischio di insolvenza nel corso della restituzione delle somme erogate. Il contratto a tempo indeterminato della categoria dei dipendenti pubblici costituisce motivazione in più per la riuscita del finanziamento, ma in ogni caso, le società finanziarie hanno il dovere di calcolare delle rate che non limitano o mettano in difficoltà le condizioni di entrate e uscite del soggetto richiedente.

Ogni istituto di bancario, in questa prima fase di verifica di accertamento dei requisiti principali per la richiesta del finanziamento, adotta delle proprie metodologie, differenti anche in relazione all’entità dell’importo, tramite le Centrali rischi, che forniscono al sistema finanziario le informazioni sulla posizione creditizia dei clienti. In sintesi, gli Istituti bancari si accertano dell’affidabilità creditizia del cliente, e non costituisce una valutazione ‘sulla persona’. Naturalmente quando la somma per cui si fa domanda è una cifra contenuta, è maggiormente possibile ottenere il finanziamento in tempi più brevi rispetto ad altre forme di finanziamento, e sopratutto se la modalità di restituzione del debito è la cessione del quinto.

Modalità di rimborso delle rate

Tra i prestiti personali pensati per i dipendenti pubblici, il maggiormente richiesto per le agevolazioni sul tasso di interesse legato alla modalità di pagamento della rata, è la cessione del quinto. Si tratta di una forma di finanziamento introdotta con il D.P.R 28 luglio 1950 n. 895, in cui il rimborso delle rate avviene tramite la trattenuta della somma dovuta direttamente dal datore. Lo stipendio/pensione viene dunque erogato al netto degli importi da pagare.

La rata massima mensile non deve essere superiore al 20% o a 1/5 degli emolumenti totali da rimborsare con un piano di ammortamento fino a 120 mesi (10 anni). Gli importi finanziabili sono dunque legati alla quota massima cedibile dello stipendio: 1/5 di 1.500 euro, per esempio, equivale a 300 euro circa), indicando una somma massima di 50/60 mila euro circa complessive. La cessione del quinto prevede diverse durate di rimborso:

  1. 12-24 mesi piccoli importi, spese impreviste, hobby
  2. 24-48 mesi, importi mesi, interventi nell’abitazione, auto
  3. 48-60, importi massimi, tutte le finalità
  4. 60-120, importi massimi, interventi di ristrutturazione, o di rifacimenti calamità naturali, tutte le altre finalità

La scelta della durata del piano di ammortamento è legata ad esigenze personali: se si desidera una rata con importo molto basso, anche se gli importi richiesti sono esigui, è sempre possibile fare domanda per una durata superiore del rimborso. Particolare importanza in questa fase assumono Tan e Taeg.

Il Tan, che deve essere indicato nel contratto del finanziamento, corrisponde al tasso di interesse su base annua, applicato dall’ente erogatore (banche) sull’importo lordo del finanziamento. Per effettuare il calcolo, si parte dall’ammontare finanziato e dalla durata del piano di rimborso del prestito: la quota interesse dovuta + la quota capitale costituisce l’importo totale della rata da corrispondere. Nel Tan però non sono presenti gli oneri accessori come le spese di apertura pratica o i costi della sottoscrizione obbligatoria di assicurazione vita o rischio perdita impiego. Per questo motivo è maggiormente importante verificare i punti percentuali del Taeg (costo totale prestito) e non del Tan.

Il Taeg deve essere inserito nel documento informativo precontrattuale, e corrisponde al costo complessivo del finanziamento, calcolato su base annua in base alla durata del prestito ed alla periodicità delle rate (mensili, per esempio). Nel Taeg sono compresi gli oneri accessori:

  • spese di istruttoria
  • spese di apertura pratica
  • spese di incasso delle rate
  • spese della polizza assicurativa obbligatorie
  • compenso dovuto dal cliente ad un intermediario del credito per l’ottenimento del finanziamento in applicazione delle nuove disposizioni di Banca d’Italia sulla trasparenza in adempimento della direttiva europea EU 2008/48/CE

Per ricapitolare e comprendere meglio, osserva anche la tabella qui di seguito riportata, che riassume alcune delle informazioni chiave di questa tipologia di prestito:

PRESTITO DIPENDENTI PUBBLICICARATTERISTICHE
DESTINATARI- dipendenti pubblici
- pensionati di una PA
REQUISITI- fino a 75/80 anni
- contratto a tempo indeterminato
- pensione
- contributi di 4 anni
- assunzione da 3 anni
IMPORTI MASSIMI- in base a emolumenti
- fino a 60-75.000 euro
RIMBORSO- cessione del quinto
- su c/c
RATA MENSILE- 1/5 degli emolumenti totali
DURATA- 12-24 mesi
- 48-60 mesi
- fino a 120 mesi
TAN e TAEGDa 3,50 al 7,50 in base a:
- istituti di credito
- passato creditizio
- età
DOCUMENTAZIONE- carta d'identità
- codice fiscale
- CU
- ultima busta paga
- attestato di servizio
- garanzia TFR (alcuni casi)
COSTI PRESTITO- spese di gestione/bollo
- polizza vita

Esempio di prestito per dipendenti Inps

In base a numerose analisi nei siti con calcolatori o proposte di credito con cessione del quinto, è possibile stendere un esempio rappresentativo di finanziamento per un dipendente pubblico o statale di anni 55 alla scadenza del piano di ammortamento con uno stipendio di 1.400 euro al netto delle trattenute fiscali:

  1. Importo richiesto: 25.000 euro
  2. Importo complessivo dovuto: 31.600
  3. Piano di ammortamento 120 rate mensili da 265 euro
  4. Taeg da 4,95%

Costo totale del finanziamento: 6.600 euro composto da:
5.200 euro nella misura del 3,71% di Tan con tasso di interesse fisso
1050 euro commissione di intermediazione
350 euro spese di istruttoria e oneri fiscali

Previste delle quote da corrispondere in caso di estinzione anticipata, pari all’1% se ci si ritrova nel primo anno di rimborso, e 0,5% se il periodo residuo del piano è superiore ai 12 mesi. Le spese non sono rimborsate. Queste in linea generale le indicazioni per una proposta di finanziamento per dipendenti con liquidità, ma anche con finalità con documentazione e attestazione dell’acquisto.

È però possibile che nella soluzione di prestito finalizzato, come per esempio l’acquisto di un’auto, il Taeg sia superiore a partire dal 5,50% allo 6,69%, mentre per gli interventi sulla prima casa, Tan e Taeg si attestano sui 4,50% e 6,05%. Sono sempre delle cifre indicative, in quanto non abbiamo la pretesa, e non potremo mai esserlo dal momento che i tassi di interesse sono di molto variabili in relazione alla condizione reddituale e creditizia precedente del soggetto richiedente.

Nella cessione del quinto, che prevede un minor fattore di rischio grazie al possesso di un contratto a tempo indeterminato e con pagamento diretto dallo stipendio, è possibile avere una proposta di prestito personale ‘in media’, di questo tipo:

  • TAN a partire da 4,45% o 3,50% in relazione all’età anagrafica del soggetto richiedente
  • TAEG a partire da 5,95%
  • importi fino a € 60-65 mila euro
  • durata piano di ammortamento minima di 12 mesi
  • durata piano di ammortamento massima 120 mesi
  • possibilità di rinnovo dopo il pagamento del 50% delle rate del piano di rimborso
  • tasso fisso.
    Esempio: prestito di euro 15.000 per dipendente pubblico di anni 60, con piano di ammortamento di 72 mesi:
  • TAN del 4,46% e TAEG del 5,96%
  • con rata mensile da € 248 euro circa
  • importo totale dovuto è di circa 17.800 euro
  • interessi pari a 2.800 euro

Tipi di prestito

Esistono tipologie di prestiti personali per i dipendenti pubblici e privati adatte a soddisfare le esigenze di ogni lavoratore, per importi e modalità di rimborso, con qualche limitazione nei requisiti, sopratutto di età anagrafica, se a richiedere un prestito è un dipendente pubblico in pensione. Tutte le forme di finanziamento possono essere disposte in:

  1. prestiti erogati direttamente dall’ente previdenziale Inps e finanziati dal Fondo Credito alimentato dai contributi versati dai dipendenti e pensionati pubblici iscritti alla Gestione stessa. Questa tipologia di prestito è vincolata dalla disponibilità dei fondi.
  2. prestiti erogati dagli istituti bancari e da società finanziare convenzionati con l’Inps, che diventa garante per rischio vita e perdita lavoro.

Inps e banche convenzionate con l’ente previdenziale suddividono le differenti forme di prestito per dipendenti in relazione alla categoria professionale e all’iscrizione alla Cassa previdenziale:

  1. Piccolo Prestito Gestione Pubblica INPS, per la richiesta di importi da 1-4 stipendi/pensione, concessi nei limiti della disponibilità di bilancio del Fondo Credito prevista per l’anno solare in cui è presentata la domanda. Il piano di ammortamento va da 12 a 48 mesi. È prevista la modalità di rimborso con cessione del quinto dello stipendio/pensione: la rata è detratta direttamente dal datore di lavoro, permettendo di ottenere un tasso di interesse agevolato rispetto alle altre forme di finanziamento proposte dalle altre società finanziarie. Per fare un piccolo esempio, osserva anche la seguente tabella in cui abbiamo riportato una piccola simulazione di prestito:
    PICCOLO PRESTITO GESTIONE PUBBLICA INPS (EX INPDAP)ESEMPIO PRESTITO
    ENTE EROGATOREInps
    CONDIZIONI- disponibilità Fondo Credito
    - 1/5 dello stipendio/pensione
    IMPORTO- una mensilità
    - due mensilità senza altri finanziamenti in corso
    DURATA 12 mesi
    RIMBORSOCessione del quinto
    TASSO DI INTERESSE4,25%
    RINNOVODopo il rimborso del 50%
  2. Prestiti Inps finalizzati per insegnanti e docenti statali iscritti alla gestione ex ENAM, per importi fino a 30-50.000 euro, in relazione agli emolumenti totali percepiti. Il tasso di interesse applicato alla rata è fisso e dell’1,50% con un piano di ammortamento massimo di 24 mesi. Rientrando nella categoria dei prestiti finalizzati, in cui è necessario presentare la documentazione della motivazione per cui si fa domanda di prestito, le somme non sono erogate come liquidità al soggetto richiedente, ma versate direttamente all’ente/società in cui si acquista il prodotto/bene. Sarà poi il lavoratore a corrispondere le rate mensile all’istituto bancario o all’Inps come indicato in sede di sottoscrizione del contratto di credito.Possono fare domanda tutti gli insegnanti e dirigenti scolastici iscritti alla Cassa di gestione Enam in servizio o lavoratori in pensione da almeno due anni. Per alcuni dettagli in più sui requisiti sul ruolo indicati dal regolamento dei prestiti per docenti statali, osserva anche la tabella qui di seguito riportata:
    PRESTITO INSEGNANTI STATALI INPSCARATTERISTICHE
    ENTE EROGATORE-Inps
    - Gestione Ex Enam
    DESTINATARI- insegnanti scuola infanzia e primaria
    - docenti secondaria
    - insegnanti religione cattolica
    - dirigenti scolastici (ex ruolo di direttore didattico)
    - direttori dei servizi generali e amministrativi provenienti dalla legge n. 1213/1967 assoggettati a ritenuta ex Enam
    CONDIZIONIPrestito finalizzato:
    - nascita di un figlio
    - decesso di un famigliare
    - acquisto auto
    - cure mediche
    - spese universitarie
    DOCUMENTAZIONEDichiarazione della finalità del prestito e corrispondenza
    REQUISITI- in servizio
    - almeno 24 mesi dal pensionamento
    IMPORTODue mensilità al netto
    DURATA 24 mesi
    RIMBORSOCessione del quinto
    TASSO DI INTERESSETan fisso dell'1,50%
    SPESE1% dell'importo:
    - spese amministrazione
    - fondo di garanzia

    * L’Ente Nazionale di Assistenza Magistrale (ENAM), era l’ente di riferimento per la previdenza e i servizi assistenziali e creditizi riservati agli insegnanti statali e ora confluito in tutte le sue funzioni nell’Inps in applicazione del Decreto Legge n.201/2011 convertito con modificazioni dalla Legge n.214/2011.
  3. Prestiti Pluriennali Diretti Inps (Inpdap) erogati direttamente dall’ente previdenziale in relazione alla disponibilità del Fondo Credito e per questo motivo i soli dipendenti iscritti con almeno 4 anni di contributi versati alla Cassa e 4 anni utili al pensionamento ne possono fare richiesta. Il piano di ammortamento è di 60 o 120 rate, con l’applicazione di un tasso fisso del 3,50%. Per ottenere la liquidità deve essere esibita all’atto della richiesta la documentazione che certifichi la finalità degli importi per cui si fa domanda.Questa tipologia di prestito può essere richiesta anche dai dipendenti con contratto a tempo determinato, sotto la garanzia di quota del Tfr e per la durata massima del rapporto di lavoro. Per comprendere meglio chi può richiedere questo forma di prestito e per quali finalità in applicazione al regolamento, osserva anche la tabella qui di seguito riportata:
    PRESTITI PLURIENNALI DIRETTI INPSCARATTERISTICHE
    ENTE EROGATORE- Inps
    - Fondo Credito
    DESTINATARI- iscrizione al Fondo Credito
    - dipendente
    - pensionato
    - 4 anni di contributi
    - 4 anni servizio utile
    ALTRI DESTINATARI- contratto a tempo determinato
    - almeno 3 anni
    - rimborso = contratto
    FINALITA'Prestito finalizzato:
    - calamità naturali
    - rapina, furto, incendio
    - interventi ordinari abitazione
    - impianti fotovoltaici
    - cure mediche
    - acquisto auto
    - decesso iscritto
    - matrimonio figlio
    DOCUMENTAZIONEDichiarazione della finalità del prestito in sede di richiesta del finanziamento
    REQUISITI- in servizio
    - contratto a tempo indeterminato
    - 4 anni di contributi
    - 4 anni utili
    IMPORTOFino a 30.000 euro in base alle spese da affrontare
    DURATA 60-120 mesi
    RIMBORSOCessione del quinto
    TASSO DI INTERESSETan fisso dell'3,50%
    SPESE0,50 % dell'importo:
    - spese amministrazione
    - fondo di garanzia

  4. Nel caso di richiesta di importi elevati – fanno sempre parte della categoria di Prestiti Pluriennali –  e con la stipula di un piano di ammortamento decennale (120 rate mensili), è possibile richiedere un Prestito decennale, per sostenere le seguenti spese per le quali sarà richiesta la documentazione che ne certifichi la corrispondenza:
    FINALITA' PRESTITO DECENNALE INPSIMPORTO MASSIMO
    RISCATTO ALLOGGIO IN CUI SI ERA IN LOCAZIONEVariabile
    ACQUISTO CASA IN COOPERATIVAVariabile
    ACQUISTO CASA PER RESIDENZA150.000
    COSTRUZIONE CASA150.000
    ESTINZIONE o RIDUZIONE MUTUOVariabile
    MANUTENZIONE CASA100.000
    MALATTIA GRAVEVariabile
  5. Prestiti Pluriennali Garantiti Inps dedicato a tutti i dipendenti pubblici e erogato da istituti bancari e finanziari convenzionati con l’ente. In questo caso a erogare la liquidità richiesta è un istituto bancario o una società finanziaria convenzionata con l’Inps. Ciò significa che questi enti si avvalgono di un proprio fondo bancario per liquidare le somme richieste, applicando un tasso agevolato in relazione alle indicazioni dettate dall’ente previdenziale per i suoi lavoratori e pensionati.L’Inps infatti in questo caso costituisce il garante necessario a copertura dei rischi di perdita di lavoro e decesso tramite il Fondo Credito dove sono stati versati i contributi dei lavoratori iscritti alla Cassa di Gestione Unitaria Dipendenti Pubblici.La garanzia permette al soggetto richiedente o famigliari di non trovarsi in difficoltà nella restituzione del debito in caso di decesso dell’iscritto al Fondo credito prima della naturale estinzione del piano di ammortamento; cessazione dal servizio senza che il lavoratore sia collocato in pensione; riduzione dello stipendio per differenti motivazioni. In questo caso l’Inps provvede a estinguere il debito del dipendente e a recuperare gli importi tramite il Tfr del lavoratore.
    In relazione anche alle garanzie applicate a questa forma di prestito che prevede un piano di rimborso tra i più lunghi rispetto alle altre forme di finanziamento, 60 o 120 mesi, possono presentare domanda i dipendenti pubblici in servizio da almeno 48 mesi, o 24 mesi nel caso di dipendenti appartenenti alla categoria di mutilati di guerra, invalidi o decorati al valore militare.
    I prestiti decennali garantiti Inps prevedono un piano di ammortamento della durata massima del tempo rimanente prima del collocamento a riposo, ciò significa che se al lavoratore mancano tre anni per essere collocato in pensione, non potrà richiedere un piano di rimborso di 60 mesi, ovvero 5 anni. La modalità di pagamento è la cessione del quinto, in cui la rata mensile non può superare 1/5 o il 20% degli emolumenti totali percepiti: l’importo massimo erogabile è dunque calcolato in relazione allo stipendio/pensione, anche se solitamente non supera i 50-75.000 euro.Altra caratteristica importante per questa tipologia di prestito è il tasso di interesse, che seppur nella Convenzione con l’ente previdenziale, permette alle banche e alle società finanziarie di applicare il proprio Tan e Taeg in relazione alle situazione del proprio cliente seguendo le politiche bancarie nell’erogazione dei prestiti. In linea generale sono applicati lo 0,50% a favore dell’Inps a copertura delle spese di amministrazione; una quota di premio compensativo pari all’1,5% per i prestiti quinquennali e del 3% per i prestiti decennali. Gli importi sono del 2% e 4% nel caso in cui la durata del piano di rimborso abbia una scadenza oltre il 65esimo anno di età del dipendente.È comunque prevista l’estinzione anticipata permettendo di ottenere la restituzione di una quota del fondo rischi pari al periodo del pagamento delle quote restanti. È però importante in questo caso considerare che anche la restituzione anticipata potrebbe prevedere dei costi in relazione al momento in cui ci si trova del piano di ammortamento, in quanto gli interessi applicati al finanziamento devono essere corrisposti comunque alla banca, mentre le spese amministrative e di apertura pratica non possono essere oggetto di restituzione da parte dell’Istituto di credito. Per riassumere, osserva anche la seguente tabella:
    PRESTITI DECENNALI GARANTITI INPSCARATTERISTICHE
    ENTE EROGATORE- Istituti bancari
    - finanziarie
    - Convenzionati Inps
    DESTINATARI- iscrizione al Fondo Credito
    - dipendente
    - pensionato da 24 mesi
    - 4 anni di contributi
    - 4 anni servizio utile
    FINALITA'- dichiarazione
    DOCUMENTAZIONE- dichiarazione finalità
    - certificato di buona costituzione
    REQUISITI- in servizio da almeno 4 anni
    - contratto a tempo indeterminato
    - non oltre 65 anni
    - 48 mesi di iscrizione al Fondo Credito
    GARANZIE- Garante Inps
    - Fondo credito
    - Tfr
    IMPORTO- in base alla durata del piano di rimborso
    - fino a 50-60.000 euro
    DURATA 60-120 mesi
    RIMBORSOCessione del quinto
    TASSO DI INTERESSETasso variabile e applicato dagli Istituti Convenzionati
    SPESE- 0,50 % in favore Inps per spese amministrazione
    - 1,5% quota premio compensativo 60 mesi
    - 3% se per 120 mesi
    - oltre 65 anni, 2-4%
    -

Come fare domanda

La domanda di richiesta di un finanziamento deve essere inoltrata per via telematica, accedendo all’area riservata del sito ufficiale Inps, compilando tutti i campi disponibili e allegando la documentazione richiesta. I modelli e i moduli da inviare insieme alla domanda di prestito sono scaricabili anche questi dal sito Inps. Nel dettaglio, esistono tre possibilità di fare domanda:

  1. collegarsi al sito inps.it
  2. accedere alla sezione: Accedi ai servizi > Servizi Gestione Dipendenti Pubblici (ex Inpdap) > Servizi per iscritti e pensionati
  3. digitazione codice fiscale e PIN
  4. scegli l’Area tematica> Credito > Piccolo prestito pensionati o la tipologia di Prestito che desideri richiedere, ma anche solo consultarne le condizioni prima di inoltrare la domanda definitiva.

Se non si è molto pratici con il web o si ha paura di sbagliare qualcosa, è anche possibile contattare il Contact center al numero 803 164 gratuito da fisso o lo 06 164 164 a pagamento da telefono cellulare), e in questo caso si deve tenere a portata di mano il proprio codice fiscale e Pin per permettere l’accesso diretto all’operatore.

Terza possibilità, recarsi presso patronato, sempre con codice fiscale e Pin per poter fare domanda tramite l’ente.

Otre alla domanda di richiesta prestito, è necessario scaricare, in relazione alla condizione del soggetto richiedente e della tipologia di prestito, anche il Modello certificato medico che dovrà essere corredato da un certificato medico di sana costituzione fisica, rilasciato almeno 45 giorni prima della data di presentazione dell’istanza. Per la sua accettazione, il certificato deve essere stato eseguito da:

  1. un medico del Servizio Medico Legale dell’ASL
  2. un ufficiale medico militare in servizio
  3. un medico incaricato dall’Amministrazione di appartenenza dell’iscritto, e in questo caso il direttore dell’ufficio competente dovrà compilare il riquadro A.

Documentazione richiesta

La documentazione richiesta per l’analisi della fattibilità del contratto di prestito, il calcolo della rata e il piano di ammortamento prevede:

  • documento di identità in corso di validità
  • codice fiscale o tessera sanitaria
  • ultima busta paga
  • certificazione Unica
  • certificato di stipendio o attestato di servizio
  • se il contratto a tempo indeterminato è di poco superiore ai 3 anni, potrebbe essere richiesta come garanzia una parte del Trattamento di Fine Rapporto (TFR)
  • certificazione di sana e robusta costituzione
  • se presenti patologie, certificazione medica in cui sono presenti le informazioni sulle condizioni del soggetto richiedente
  • in sede contrattuale dovrà essere firmata la documentazione con la quale si autorizza il proprio datore di lavoro a detrarre a monte dell’erogazione degli emolumenti gli importi spettanti per la corresponsione del finanziamento

Anche per questa tipologia di finanziamento, gli istituti bancari e le finanziarie eseguono delle operazioni di valutazione dell’affidabilità creditizia del soggetto richiedente; se è stato segnalato al Crif o ha avuto difficoltà nei precedenti pagamenti. Seppur infatti lo stipendio possa essere ritenuto una garanzia del completamento del piano di rimborso – sopratutto se si sceglie la soluzione di cessione del quinto in cui gli importi mensili vengono detratti dal datore di lavoro o ente previdenziale prima dell’erogazione al lavoratore – sono spesso necessari dei controlli sulla base delle politiche di rischio della singola banca, valutando caso per caso le domande, anche in relazione alle somme richieste.

Nel caso di prestiti convenzionati con l’ente previdenziale, che consente di far ottenere ai suoi iscritti al Fondo Credito dei prestiti a tasso agevolato, è lo stesso Inps a fare da garante al lavoratore, che coprirà i casi in cui il dipendente non sia in grado di corrispondere il debito per licenziamento senza collocamento in pensione o decesso. È per questo richiesto anche il certificato/attestazione del proprio stato di salute. Allo stesso modo, alcune forme di finanziamento sono concesse solo nel limite degli importi disponibili e liquidabili a seguito delle spese previste per il bilancio annuale del Fondo (in cui sono presenti i contributi versati da tutti i lavoratori).

È molto importante tenere presente che nonostante si tratti di un finanziamento non finalizzato, l’istituto di credito che eroga il prestito può richiedere al cliente di dichiarare come intende spendere l’importo, fornendo un preventivo delle spese o la documentazione attestante la finalità delle somme richieste (per esempio, acquisto auto, matrimonio, vacanze, viaggi, interventi di ristrutturazione nella prima casa). Ogni banca o società finanziaria convenzionata con l’ente previdenziale applica delle condizioni differenti in relazione alle proprie politiche di erogazione dei prestiti personale. Inoltre, queste si modificano in base alla finalità dello stesso prestito. Nella domanda di finanziamento è dunque necessario indicare la finalità corretta in modo da ottenere il tasso di interesse maggiormente conveniente. Abbiamo già anticipato la differenza di tasso per interventi nella prima casa e l’acquisto auto, per esempio.

Cosa deve essere indicato nel contratto

In base alla normativa vigente in materia di prestiti personali, il contratto firmato in sede di sottoscrizione e individuazione dell’importo della rata mensile, durata e tasso di interesse, deve contenere tutte le informazioni utili alla descrizione del prodotto finanziario che si sta acquistando e deve essere anche un documento utile in caso di dubbi durante il rimborso. Nel contratto devono dunque essere presenti le seguenti voci:

  1. tasso di interesse applicato
  2. Tan (interessi rate)
  3. Taeg (interessi rate + spese amministrative e gestione pratica
  4. condizioni, limitazioni o altri costi applicati sul finanziamento
  5. il dettaglio delle condizioni analitiche secondo cui il Taeg può essere eventualmente modificato
  6. importo e causale degli oneri esclusi dal calcolo del Taeg
  7. costi assicurazione vita e rischio perdita impiego
  8. eventuali coperture assicurative richieste e non incluse nel calcolo del Taeg
  9. importo rata (rimborso somma + interessi)
  10. durata piano di ammortamento
  11. data scadenza rata
  12. numero rate
  13. importo richiesto
  14. modalità di rimborso (per esempio, cessione del quinto)
  15. costi estinzione anticipata
  16. eventuali garanzie richieste.

Estinzione anticipata: costi

Possibile, se si ha disponibile la quota residua del debito richiesto prima della naturale scadenza del piano di ammortamento, ma non sempre conveniente. Prima di optare per l’estinzione anticipata è necessario calcolare preventivamente la quota restante da rimborsare all’Istituto di credito. Ma come fare? Le condizioni sono indicate nel contratto, nel prospetto della situazione del prestito e che viene aggiornato ad ogni rata: in questo modo è possibile sapere l’ammontare delle quote di capitale residuo e interessi ancora mancanti e da rimborsare.

Estinguere il finanziamento prima del termine del piano di rimborso è però solitamente conveniente solo se ci si ritrova all’inizio. La quota residua da restituire è infatti costituita dagli importi restanti del capitale richiesto e dagli interessi maturati fino al quel momento. La quota di interessi è inserita nelle prime rate del piano di ammortamento, con percentuali alte, per avviare la più rapida estinzione possibile; una volta rimborsati gli interessi, si procede nelle rate con le quote dell’importo richiesto.

  1. Se ci si trova dunque all’inizio del finanziamento, sarà possibile corrispondere il capitale e gli interessi fino a quel momento maturati, e non quelli per tutto il piano di rimborso;
  2. se ci si ritrova con un piano di rimborso già avviato in cui gli interessi sono già stati pagati, si dovrà restituire solo il capitale e non ci sarà il risparmio sugli interessi, perché sono già stati pagati ‘quasi’ completamente.

La rata alla francese prevede infatti una rata esemplificativa di (esclusivamente come esempio):

  • 60% interessi + 40% capitale per le prime 20 rate
  • 50% interessi + 50% capitale per rate dalle 20-50
  • a decrescere fino al termine del piano di ammortamento

Il resto degli interessi viene distribuito sempre con quote inferiori fino al termine del finanziamento, dunque nelle ultime rate, le quote da restituire sono in percentuale maggiore capitale e pochi interessi.

Vi è anche un altro inconveniente: è necessario verificare i costi dell’estinzione anticipata, informazione anche questa presente nel contratto. Se si è rimborsato la quasi totalità del finanziamento, è possibile che la banca richieda di corrispondere i mancati interessi sotto forma di penale. Si tratta di una clausola contrattuale introdotta dal 1° giugno 2013 con la riforma del credito al consumo fissando nuove regole in materia di rimborso anticipato dei finanziamenti:

  • 1% dell’importo rimborsato in anticipo se il periodo residuo del piano è superiore a 12 mesi
  • 0,5 % dell’importo rimborsato in anticipo se il periodo residuo del piano è pari o inferiore a 12 mesi

Ci sono però anche dei casi in cui la penale per l’estinzione anticipata non è dovuta:

  • le quote rimborsate anticipatamente corrispondono all’intero capitale residuo
  • le quote rimborsate anticipatamente sono pari o inferiori a 10.000 euro
  • il rimborso è corrisposto in applicazione di un contratto con assicurazione a garanzia del credito.

È dunque importante verificare l’aggiornamento delle quote di capitale già corrisposte e quelle di interessi ancora da rimborsare: la banca solitamente fornisce anche un prospetto annuale, in cui mancano solo 2-3 rate, in modo da farsi un’idea sulla convenienza delle somme da restituire e se si è nella situazione di dover pagare la penale.

La domanda di estinzione anticipata deve essere inoltrata un modello disponibile e scaricabile nel sito ufficiale dell’Inps, nella stessa area dedicata alle richieste di finanziamento. Ricordate di cliccare alla voce ‘Tutti i servizi’, in alto a sinistra sulla Home page, e scegliendo successivamente ‘Tutti i moduli’ nella sezione dedicata a ‘Gestione Dipendenti Pubblici’ e in seguito ‘Iscritto/Pensionato e Prestazioni creditizie e sociali‘.

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Docente di materie letterarie e latino, con esperienza di insegnamento all'estero nelle classi SEGPA di italiano LS e L2, discipline latino, inglese e francese con metodologia CLIL; insegnante di sostegno nella secondaria di II grado e assistente di lingua inglese e di accompagnamento educativo indirizzato a soggetti con gravi difficoltà scolastiche e rischio abbandono; tecnico dei servizi educativi e marketing con funzione di promozione esterna in siti culturali; redattore e gestione di contenuti informativi/multimediali e critico letterario per lavoro ma sopratutto per passione.“

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