Prestiti dipendenti piccole aziende: i migliori di Luglio 2022, finanziarie, guida

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La guida completa ai prestiti per i dipendenti delle piccole aziende

Una piccola azienda la si determina dal numero di dipendenti che questa ha assunto. Generalmente il numero soglia è il 15, cioè le aziende che hanno meno di 15 dipendenti vengono definite come piccole aziende.

Le difficoltà per ottenere un prestito quando si è dipendenti di piccole aziende

Gran parte delle aziende Italiane sono piccole e medie imprese con meno di 15 dipendenti. Purtroppo, in questa situazione, i dipendenti spesso non possono ottenere prestiti e forme di finanziamento. Questo può accadere anche a contratti a tempo indeterminato e aziende piccole che godono però di un fatturato solido e sano.

Vediamo perché di solito è impossibile richiedere un prestito e come aumentare le opportunità: i dipendenti di piccole imprese, cioè aziende con un numero di dipendenti compreso tra 3 e 15, incontrano spesso problemi nella richiesta di prestiti e finanziamenti. I prestiti che questi lavoratori possono richiedere sono solitamente prestiti personali e la cosiddetta cessione di un quinto, per la quale è richiesta una retribuzione certa che perdura. La difficoltà causata dal numero limitato di dipendenti che si trova a lavorare per l’azienda, in molti casi rende le banche e gli istituti finanziari vigili sulla stabilità dell’azienda.

In effetti, sia con il prestito personale che con la cessione di un quinto, le banche vanno a vedere proprio quanto sia rischiosa o meno la società e il datore di lavoro per il quale si lavora. Una piccola azienda generalmente viene giudicata a rischio.

Quali requisiti bisogna soddisfare per ottenere un prestito

Per poter almeno tentare di fare richiesta di un prestito, i dipendenti di una piccola impresa devono detenere almeno un contratto di lavoro a tempo indeterminato, avere un periodo di servizio di 2 o 3 anni, e non devono riferire alla lista del Crif (cattivi pagatori e protestati). Inoltre, l’azienda per cui lavorano deve essere forte, sana, con più di 3 dipendenti e stabilita da almeno 4-5 anni. Questi sono i requisiti minimi, ma ogni banca e istituto finanziario si comporta a modo suo e, in alcuni casi, i requisiti sono molto più severi. Ad esempio, può richiedere almeno 5 o 6 anni di anzianità, oppure trattenere una certa percentuale di TFR in base al prestito richiesto, oppure il numero di dipendenti nella tua azienda supera un certo numero stabilito dalla stessa banca. Chiaramente dipende dalla politica di quest’ultima.

Tuttavia come accennato, possiamo riassumere i requisiti generali nei seguenti:

  • Contratto di lavoro a tempo indeterminato
  • Lavorare da 2/3 anni (anzianità)
  • Non risultare tra i segnalati al CRIF
  • L’azienda deve avere almeno più di 3 dipendenti
  • TFR posto a garanzia del prestito
  • L’azienda deve operare da almeno 5 anni

Come comportarsi se il prestito viene rifiutato?

Se banche e società finanziarie rifiutano il tuo prestito, la prima cosa che devi fare è analizzare cosa è andato storto con la tua richiesta. Una volta che conosci il problema, è molto più facile intervenire e cercare di risolverlo. Innanzitutto, se una richiesta viene rifiutata, è necessario attendere almeno un mese prima di inoltrare un’altra richiesta, questo è il tempo più breve per garantire l’annullamento della segnalazione al Crif.

Per assicurarti di contattare direttamente Crif, potresti dover effettuare una richiesta di cancellazione personale. Un’altra cosa che puoi fare è ridurre l’importo richiesto, infatti le banche sono solitamente più flessibili nella richiesta di piccoli prestiti e possono abbreviare i tempi di rimborso. Quindi puoi utilizzare il TFR come garanzia per il prestito, attendere un periodo di servizio più lungo e fornire la firma del garante o qualsiasi bene mobile o immobile a garanzia del prestito

Riassumendo si procede generalmente per step in caso di rifiuto. In breve, i dipendenti di aziende con meno di 15 dipendenti non sono generalmente in grado di ottenere prestiti attraverso la distribuzione del salario o prestiti personali. Per aumentare l’opportunità si può ridurre l’importo richiesto e la durata del prestito, controllare che la vita utile sia lunga quanto quella dell’azienda e segnalare a Crif non ci sono problemi. Oltre ad adeguare l’entità della richiesta di prestito, all’agenzia possono essere fornite anche altre garanzie, come la firma del garante, il TFR o beni immobili o mobili.

Cessione del quinto per dipendenti di piccole aziende

Ai lavoratori delle piccole imprese è consentito ottenere prestiti con una cessione del quinto dello stipendio, ma ovviamente si deve tener conto della situazione dell’azienda, come già accennavamo, in quanto questo dipende in modo esclusivo alla stabilità dell’azienda. Il pagamento rateale per il rimborso del capitale ottenuto viene effettuato trattenendo il 20% dello stipendio netto.

L’importo massimo dei pagamenti rateali, compresi gli interessi e le spese accessorie, è un quinto dello stipendio, che viene trattenuto dal datore di lavoro, e il datore di lavoro lo versa direttamente all’istituto di credito presso il quale il dipendente è prestato. Il periodo di rimborso minimo è di 24 mesi, tranne in alcuni casi, è di 12 mesi e il periodo di rimborso massimo è di 120 mesi. La legge prevede l’obbligo di acquistare polizze assicurative per i rischi di morte e disoccupazione.

  • Se il beneficiario del prestito muore prima della conclusione del contratto, i familiari non rimborseranno le restanti rate, ma lo farà l’assicuratore.
  • Lo stesso vale in caso di perdita del lavoro, tuttavia in questo caso la polizza assicurativa coprirà le rate del prestito sino al momento in cui non si trova una nuova forma d’impiego. Una volta in cui si torna occupati dal punto di vista lavorativo, la cessione del quinto proseguirà sul nuovo stipendio.

Consigli finali

Infine ci teniamo sempre a fare dei consueti accorgimenti ai dipendenti di piccole aziende. In particolare ci teniamo a dire che prima di effettuare una richiesta di prestito o comunque firmare un contratto, è bene informarsi a dovere.

In particolar modo è importante dover effettuare delle dovute consulenze con professionisti del settore, quali consulenti finanziari, commercialisti o avvocati. In particolar modo questi sapranno offrirvi le dovute informazioni e letture dei documenti, sapendovi dire effettivamente cosa vi conviene a livello economico e soprattutto affinché non si commettano degli errori di natura contrattuale, ad esempio sottoscrivendo clausole di cui non avevamo compreso il contenuto e così via.