Prestiti cambializzati dipendenti pubblici: guida, informazioni

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Questo tipo di prestito è una garanzia per chi dispone di un reddito e necessita di una liquidità e ha ricevuto delle risposte negative dalla banca. Infatti i prestiti cambializzati sono piuttosto rapidi e non necessitano di garanzia. Se hai bisogno di reperire informazioni al riguardo, ti trovi nell’angolo di internet che fa al caso tuo. Reperire informazioni sui prestiti cambializzati per dipendenti pubblici non è facile ed è per questo che abbiamo voluto creare una guida per i lavoratori, con il fine di creare consapevolezza e sensibilizzare su un tema importante e delicato come questo.

In che cosa consistono i prestiti cambializzati?

Questi si esplicano in prestiti personali che non sono finalizzati, in cui il pagamento avviene a rate, con cui si emettono immediatamente tante cambiali quante sono le rate da pagare. Si tratta di prestiti che di solito hanno un tasso di interesse fisso e pagamenti a rate fisse.

I loro tassi di interesse medi sono di solito più alti dei prestiti personali, ma mai troppo ovviamente, dato che la legge pone dei limiti oltre il quale si tratta di usura, un reato penalmente punito. Ai candidati non verrà chiesto di fornire dettagli su come spendere denaro o perché dovrebbero prendere in prestito denaro. Puoi rimborsare il prestito modificato in qualsiasi momento nel contratto per rimborsare l’importo dovuto.

La velocità dei prestiti cambializzati

Se sono stati presentati tutti i documenti richiesti, occorreranno non molti giorni per valutare la richiesta di prestito. La società finanziaria ha immediatamente iniziato a indagare sul richiedente per valutare se avesse una ragionevole capacità di ripagare il debito.

In particolare, verifica il debitore:

  1. Se hai un reddito puoi pagare il prestito anche senza garanzie aggiuntive;
  2. Non ci sono proteste in corso: in questo caso, poche persone decidono di prestare;
  3. Non ha debiti verso altre società e società finanziarie.

Infine vi è da dire che non ci sono regole fisse, ma ogni società finanziaria sceglie in modo autonomo se prestare o meno e la sua valutazione non è contestabile. Quindi sarà egli stessa a porre in atto dei requisiti di affidabilità del debitore e sulla base di queste si riuscirà ad ottenere il prestito.

I requisiti generalmente riconosciuti

Il prestito rivisto sarà concesso a qualsiasi tipologia di lavoratore, dipendente o lavoratore autonomo, e qualora il richiedente dimostri di avere un reddito affidabile o si riservi un TFR sufficiente, non è richiesta alcuna garanzia aggiuntiva.

Tali prestiti sono generalmente concessi a coloro che sono debitori o che vengono rifiutati da altri istituti a causa del fallimento o del ritardo di altri istituti. In alcuni casi, e in base alla situazione debitoria complessiva dell’ente, può essere possibile richiedere al debitore di adottare una polizza vita, quindi, anche nel caso estremo di morte del debitore, ciò può garantire il rimborso della società finanziaria.

I limiti dell’importo dei prestiti cambializzati

Le società finanziarie che emettono questi prestiti di solito hanno regole e prodotti diversi. In circostanze normali, puoi ottenere un importo compreso tra 2500 euro e 30.000 euro e rimborsarli entro 1 a 10 anni. L’importo concordato viene solitamente pagato solo dopo che il debitore consegna lo strumento firmato.

Le cambiali

In che cosa consiste?

Le cambiali, chiamate anche “pagherò”, sono veri titoli di credito e il loro nome ufficiale è “vaglia cambiario“. Sono titoli di carta, un po’ più grandi degli assegni. Li comprano in bar e negozi che vendono francobolli. Sono fondamentalmente impegni di pagamento, in cui un soggetto -debitore- impegnato con un altro soggetto (società finanziaria)- di pagare entro un termine concordato tra le parti, una determinata somma di denaro, tramite gli ordinari canali di addebito (ad esempio pagando ad un determinato conto corrente).

Il titolo deve essere scritto a mano dal debitore. Ognuna di queste deve essere accuratamente compilata, firmata e timbrata: sul retro della cambiale, infatti, deve essere apposto una marca di bollo con un totale di undici millesimi dell’importo di pagamento promesso. Ad esempio, una cambiale promessa di rimborsare 200 euro deve avere una marca da bollo per un totale di 2,2 euro per poter essere considerata valida.

Nota bene che laddove dovessero mancare le marche da bollo, la cambiale viene considerata nulla. La finanziaria che ne beneficia, chiaramente non effettuerà l’accettazione di esse, in quanto non sono state correttamente bollate.

Come si esplica il pagamento mediante cambiali?

Tutte le fatture firmate e timbrate sono nelle mani della società finanziaria e, pochi giorni prima della scadenza di ciascuna fattura, vengono consegnate alla banca e l’importo concordato deve essere accreditato. La banca dell’istituto finanziario invia la fattura alla banca del debitore per richiedere il pagamento. La banca che riceve il denaro di solito informa il debitore che la fattura è arrivata, ma non ha bisogno di richiedere al mutuatario di addebitarla: il titolo è già opponibile e la banca è tenuta a ritirare il pagamento entro il termine specificato. Se il conto corrente ha fondi sufficienti per addebitare, tutto verrà risolto senza problemi. Tuttavia, se il conto non ha una capacità sufficiente, protesta al debitore. Infatti, le società finanziarie che non hanno ricevuto il pagamento possono avviare procedure di protesta e pignoramento.

Pertanto, se il debitore è preoccupato di non avere fondi sufficienti per pagare le fatture dovute, deve contattare l’istituto finanziario ed esporre il problema prima che inizi il reclamo. Ad esempio, può concordare un altro metodo di pagamento o emettere una nuova fattura con un’altra data di scadenza: questa opzione comporterà un aumento degli interessi da dover pagare ma almeno si evita il pignoramento.

A chi richiedere i prestiti cambializzati?

Bisogna tenere in considerazione il fatto che molte banche o istituti finanziari non accettano le cambiali, proprio perché si esplica in uno strumento più rischioso per la banca, non avendo particolari garanzie a sostegno del credito, se non una corretta valutazione del reddito e del patrimonio del debito, da cui in ogni caso si dovrà procedere a pignoramento e dunque con tutti i limiti di un procedimento esecutivo, il quali in termini di tempistiche è piuttosto breve, ma nulla esclude che vi possono essere altri creditori nel frattempo che muovono le medesime pretese sul debitore e di conseguenza vi è il rischio di non ottenere in totale le cifre pretese, ottenendo di fatto un soddisfacimento parziale dal credito, parzialità dovuta dal limite del patrimonio o reddito del debitore pignorato.

Vi sono diversi istituti però che emettono questi tipi di prestiti, ovviamente con limiti ben predeterminati come abbiamo visto e soprattutto effettuando delle valutazioni personali, sulla base della quale ponderare la scelta. Tutto a discrezione della banca o istituto finanziario. Quindi non vi resta che valutare quale sia l’istituto che offre questo tipo di servizio ed eventualmente contattarli per avviare anche un’eventuale contrattazione, apponendo più elementi di garanzia per l’istituto e più probabilità di ottenere il prestito si hanno, oltre ad un tasso d’interesse più basso.

Di seguito andiamo ad analizzare una serie di strumenti di garanzia i quali possono essere apposti in un prestito, proprio con tali fini appena esplicati.

La fideiussione

Questa forma di garanzia si esplica in un terzo garante all’interno del prestito. In particolar modo questo ne sarà responsabile con tutto il proprio patrimonio e reddito ma solo laddove il debitore risulti inadempiente. Infatti in questo caso la banca potrà rivalersi sul fideiussore per ottenere il pagamento e il rimborso del prezzo.
La fideiussione inoltre poi permette al fideiussore di rivalersi sul debitore per ottenere la cifra che gli è stata sottratta dalla banca. In questo modo quest’ultima ha un canale alternativo a cui richiedere la somma di denaro, evitando dunque la procedura esecutiva e dunque di pignoramento, con la conseguenza per il prestito di abbassare i tassi d’interesse e ottenerlo con più facilità.

La fideiussione può anche essere apposta da più soggetti, dando vita alla cosiddetta cofideiussione, il ché pone ulteriori garanzie, oppure la fideiussione può essere apposta anche da una banca, diversa da quella che offre il prestito, previo deposito però di una cauzione. Quest’ultima prende il nome di fideiussione bancaria.

Pegno

Vi è poi il pegno che consiste nel porre a garanzia del debito un bene mobile, con il quale appunto il soggetto creditore, nell’eventualità in cui dovesse essere inadempiente il soggetto debitore, avrà un privilegio su tale bene in fase di distribuzione dei ricavati nella procedura esecutiva, evitando dunque che possa essere minata la piena soddisfazione del credito, laddove dovessero risultare ulteriori creditori.

Ipoteca

L’ipoteca si esplica nel medesimo modo del pegno, tuttavia fa riferimento a beni immobili, i quali comprendono abitazioni, garage, fondi rustici e agricoli.