Prestiti personali dipendenti pubblici: i migliori di Aprile 2021, finanziarie, guida

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La guida completa ai prestiti personali per i dipendenti pubblici

I dipendenti pubblici possono sempre godere di vantaggi speciali di cui gli altri lavoratori non possono usufruire. Uno di questi è rappresentato dai prestiti personali, per i funzionari pubblici i tassi di interesse sono infatti competitivi. Prima del 2011 i fondi per i dipendenti pubblici erano gestiti dall’INPDAP. Ma oggi sono forniti da un’altra istituzione, l’INPS, che è un ente previdenziale e un punto di riferimento per tutti gli italiani (compresi lavoratori e pensionati).

L’INPS ex INPDAP

L’INPDAP è un ente previdenziale e di assistenza finanziaria i cui servizi sono rivolti ai dipendenti pubblici. L’INDAP è stata fondata nel 1993 per svolgere varie funzioni, tra cui la raccolta dei pagamenti della sicurezza sociale da funzionari pubblici, la fornitura di pensioni di anzianità e indennità di licenziamento (TFR) e la fornitura di vari tipi di benefici sociali per i funzionari pubblici e i loro figli (borse di studio, alloggi in hotel) e vacanze studio). Molte delle attività di INDAP comprendono anche l’emissione di mutui e prestiti a tasso agevolato, esclusivamente per i dipendenti pubblici. Nel 2011, in base al decreto “Salva Italia” del governo Monti, l’agenzia è stata abolita per ottimizzare le risorse economiche dello Stato, parallelizzare tutte le sue funzioni e trasferire il personale che vi lavorava presso un altro ente previdenziale: l’INPS.

L’INPS (Istituto Nazionale di Previdenza Sociale) è il più importante ente previdenziale del territorio italiano. E ‘stata costituita nel 1898 e nel 2011 ha fuso l’agenzia INPDAP e ne ricopre tutte le funzioni che prima erano di sua esclusiva competenza. Tutti i dipendenti pubblici e privati ​​devono iscriversi all’INPS.

Possono iscriversi anche i lavoratori autonomi, soprattutto se non esiste un fondo previdenziale per il tipo di lavoro che svolgono. Oltre a concedere prestiti personali a pubblici ufficiali, l’INPS effettua anche esami fisici per l’accertamento dell’invalidità o incapacità lavorativa, gestisce la banca dati utilizzata per il calcolo dell’ISEE, e rilascia ai propri iscritti un certificato gratuito Indirizzo di posta elettronica ( PEC), e infine pagare la pensione. L’INPS si occupa generalmente di tutte le problematiche legate alla dipendenza e al lavoro autonomo.

Come si caratterizzano i prestiti dei dipendenti pubblici

I prestiti personali riservati ai pubblici ufficiali iscritti all’INPS sono molto diversi dai prestiti personali concessi ai lavoratori ordinari. La prima differenza si trova nelle condizioni speciali preferenziali di questi prestiti, che non sono concessi ad altre tipologie di lavoratori. Ad esempio, il tasso di interesse del TAEG raramente supera il 5,5% e il tasso di interesse del TAN raramente supera il 5%.

Quando alcune categorie di dipendenti richiedono prestiti, queste percentuali si riducono ulteriormente. Per gli insegnanti della scuola pubblica che necessitano di piccoli prestiti, il tasso di interesse è sempre fisso, compreso tra il 5% e l’1,5%, e può essere facilmente rimborsato mensilmente in 24 mesi, cioè entro due anni.

I prestiti personali per i dipendenti pubblici che risultano tra gli iscritti all’INPS si possono categorizzare in tre tipologie differenti:

  • Piccolo prestito INPDAP (hanno ancora il vecchio nome)
  • Prestito pluriennale diretto
  • Prestito pluriennale garantito

I simulatori per ottenere dei preventivi

Per i dipendenti pubblici sono disponibili simulatori speciali per comprendere le condizioni del prestito e richiedere preventivi. Questi strumenti utilizzano i dati INPS (come lo stipendio netto del richiedente o parte della pensione percepita) per calcolare la rata mensile ideale per quella determinata persona. Questo trasmetterà l’importo minimo e massimo delle rate mensili. La durata del prestito non si basa solo sullo stipendio netto o sulla pensione dell’ex dipendente, ma anche sull’età del richiedente.

Elaborando tutti questi dati (compreso l’importo richiesto), il simulatore può ipotizzare il valore stimato del prodotto finanziario corrispondente alle preferenze del richiedente in termini di numero e importo delle rate, periodo di rimborso e capitale versato.

Ora andremo ad analizzare più nello specifico i singoli prodotti finanziari.

Il piccolo prestito INPDAP

Sono prestiti abbastanza veloci progettati per aiutare i dipendenti pubblici a gestire piccoli incidenti ed emergenze nella loro vita quotidiana. Il periodo di rimborso concesso è da 1 a 4 anni, comprese le rate mensili, da 12 a 48. Non sono prestiti fissi, né devono registrare in alcun modo l’utilizzo dei crediti concessi.

L’importo da pagare varia in base a diversi fattori, tra cui la durata del contratto di prestito e la situazione finanziaria del dipendente pubblico che richiede il prestito. L’importo minimo riconosciuto corrisponde allo stipendio mensile netto del dipendente, mentre l’importo massimo può coprire fino a 8 mesi di reddito economico, ovvero 8 mesi di stipendio netto. Si tratta sempre di piccole somme, ma dovrebbero essere ulteriormente limitate. Infatti, numeri più alti vengono concessi solo ai dipendenti che non hanno altri prestiti in corso.

I piccoli prestiti INPDAP hanno la possibilità di godere di un tasso di interesse agevolato con un TAN (tasso di interesse nominale annuo) appena sopra al 4%. Potrebbe essere necessario pagare le commissioni associate all’apertura di un prestito o un premio per i fondi di rischio. Tuttavia, questi costi aggiuntivi sono molto bassi. Possono richiedere piccoli prestiti INPDAP tutti i dipendenti pubblici, i pensionati e tutti i dipendenti (se iscritti al D.M.) iscritti all’INPS. 45/2007.

Gli interessi per chi è pensionato

Per i piccoli prestiti INPDAP per pensionati, il tasso di interesse applicabile varierà in base all’età del richiedente. Per prestiti non superiori a 5.000 euro, il tasso di interesse applicabile alle persone sotto i 60 anni è al di sotto del 10% e per le persone anziane il tasso di interesse applicabile salirà a oltre il 13%. All’età di 80 anni non potrai più ottenere un prestito INPDAP.

Quando viene richiesto un prestito di oltre 5.000 euro, il tasso di interesse scenderà leggermente. Pertanto, se hai meno di 60 anni, questo tasso supererà l’8% e per le persone sotto gli 80 anni, questo tasso arriva fino al 13%.

Prestito pluriennale diretto

A differenza dei piccoli prestiti, il prestito INPDAP pluriennali diretti richiede un’adeguata registrazione del costo del finanziamento. Per la restituzione del capitale possono essere concessi da 5 a 10 anni (tramite 60 o 120 rate).

Tutti i dipendenti pubblici che hanno prestato servizio per almeno quattro anni hanno firmato un contratto di lavoro a lungo termine e possono usufruire del servizio. Per i contratti a breve termine, purché il contratto di lavoro scada prima di tre anni, può essere utilizzato il credito, in ogni caso deve essere previsto il TFR a garanzia della restituzione del finanziamento.

Prestito pluriennale garantito

Questi prestiti speciali sono garantiti dall’INPS e coprono diversi rischi, tra cui la morte del debitore prima del completamento del pagamento della rata, la riduzione del salario (soprattutto quando viene erogato con la formula del quinto), e si sono verificate anche le seguenti situazioni: risoluzione dell’attività, lavoro che non ha diritto a una pensione.

Il tempo di rimborso è lo stesso di un prestito diretto, che è di 5 o 10 anni. Anche in questo caso è richiesto un periodo di servizio di almeno quattro anni. La liquidità concessa deve garantire che la rata mensile non superi il quinto dello stipendio o della pensione netta, che è pari al 20% del totale. Come per i piccoli prestiti, anche se si tratta di un prestito garantito, non è necessario produrre un documento che certifichi le spese ricevute per il prestito utilizzato. In questo caso, il tasso di interesse è determinato direttamente dalla banca e dalla società finanziaria che concede il tasso di interesse.

Cosa succede se si risulta inadempienti al rimborso?

Come per tutti gli altri prestiti, il debitore viene segnalato come debitore inesigibile ( anche detto cattivo pagatore) nella banca dati centrale dei rischi e il suo nome rimane registrato per cinque anni. Se modifichi immediatamente la tua posizione, puoi annullare l’ordine prima di questo periodo di tempo. Se ciò non avviene, i pubblici dipendenti che non hanno rimborsato i prestiti verranno immediatamente denunciati come oggetti di protesta, i loro beni personali verranno sequestrati e poi venduti. I proventi saranno utilizzati per compensare l’entità che ha emesso il prestito, coprendo così il capitale ancora in essere e gli interessi maturati, nonché qualsiasi altra spesa sostenuta a causa della proprietà sequestrata stessa.

Quindi si avvieranno tutte le pratiche della procedura esecutiva e il debitore ne sarà responsabile con tutto il suo patrimonio in virtù della responsabilità patrimoniale sancita dall’articolo 2740 del codice civile il quale afferma:

Il debitore risponde dell’adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. Le limitazioni della responsabilità non sono ammesse se non nei casi stabiliti dalla legge.

Consigli finali

Ci teniamo sempre ad offrire un consiglio banale ma molto importante ai nostri lettori, infatti ci teniamo a dire di farsi sempre assistere da figure professionali, il quale appunto avranno modo di offrire i giusti consigli di natura economica e normativa. Un avvocato o un commercialista può sicuramente rispondere a queste esigenze.