Prestiti dipendenti statali inpdap: i migliori di Ottobre 2022, finanziarie, guida

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Sono considerati dipendenti statali tutti coloro che lavorano nel settore pubblico e statale (es. carabinieri, forze armate ecc). Vincendo la competizione aperta, sono entrati nella categoria invidiabile dei lavoratori, perché possono essere garantiti un posto sicuro e uno stipendio a tempo indeterminato fino al pensionamento. Tra i vari vantaggi a cui possono aspirare funzionari pubblici o pensionati che lavorano nel servizio pubblico ci sono i prestiti INPDAP. Sono forme di finanziamento agevolato erogate direttamente dall’INPS o da banche e finanziarie associate all’INPS (ad esempio vi sono la Findomestic, la Compass e l’Intesa Sanpaolo).

Abbiamo discusso dell’INPS perché le funzioni dell’INPDAP (abolito nel 2011) sono state trasferite all’INPS dal 1 ° gennaio 2012. Fondato nel 1994, INPDAP era un ente previdenziale e assistenziale, il quale si occupa dell’erogazione di premi, mutui e TFR e riscuote pagamenti previdenziali per i pubblici ufficiali. Dal 2012 tutte queste attività sono gestite dall’INPS. Pertanto, oltre ai prestiti INPDAP, dovremmo chiamarli anche prestiti INPS ex INPDAP.

Quali requisiti bisogna soddisfare?

Per richiedere ed accettare la tua richiesta di prestito INPS, devi possedere i seguenti requisiti:

  • Iscriversi alla gestione unificata del credito e dei servizi sociali (fondo credito);
  • Possedere un contratto di lavoro a tempo indeterminato, pagare almeno 4 anni di quota associativa e avere una vita utile di 4 anni per la pensione;
  • Possedere un contratto a tempo determinato di almeno 36 mesi e avere l’obbligo di trasferire il TFR a garanzia del rimborso;
  • Possedere un PIN personale per accedere ai servizi del sito ufficiale dell’INPS.

In cosa consiste il Fondo Credito

Il Fondo Credito è stato fondato nel 1996 per rispondere alle esigenze dei funzionari pubblici in tempi difficili e per attuare politiche a sostegno del reddito e dell’occupazione.

Dal 2007 vi rientrano anche pensionati e dipendenti pubblici iscritti a piani pensionistici diversi dall’INPDAP.
Le quote versate dai membri del fondo sono pari allo 0,35% dello stipendio totale e i pensionati pagano lo 0,15% (le persone la cui pensione totale è inferiore a 600 euro non pagheranno alcuna commissione). Prima che le risorse disponibili per l’anno fiscale siano esaurite, l’INPS attingerà prestiti dal fondo per pagare i prestiti. Pertanto, l’attuazione dei funzionari pubblici è una sorta di autofinanziamento.

Guida alla richiesta dei prestiti INPDAP

Se decidi di utilizzare il prestito INPDAP erogato dalla banca, non ti resta che fissare per la prima volta un appuntamento presso un ufficio convenzionato, per poi portare in seguito i documenti necessari.

Se invece decidi di richiedere prestiti direttamente dall’INPS (piccolo prestito o prestito diretto pluriennale), devi andare nella sezione “Prestazioni e servizi” del sito ufficiale dell’INPS e visitare la sezione dedicata al modulo. Puoi scaricare il modulo da compilare e firmare, il tutto gratuitamente, per poi rispedirlo con i documenti richiesti. Dopo pochi istanti, la tua richiesta dopo tutti i controlli necessari verrà accettata o rifiutata. Se approvato, il prestito verrà accreditato sul tuo conto corrente e rimborsato in rate a partire dal secondo mese successivo al pagamento. Assicurati di inserire il PIN INPS per completare l’operazione. Se non lo hai, vai nella sezione dedicata a questo, da dove ne potrai fare richiesta.

Cosa succede se si è dei protestati?

Il protestato che risulta di aver ricevuto un reclamo, il quale risulta da un atto pubblico per dimostrare il mancato pagamento di assegni, vaglia postali o rate. Sono sostanzialmente quelli che non hanno pagato i loro debiti. Sono diversi dai cattivi pagatori, d’altra parte, anche se il pagamento è in ritardo, alla fine pagheranno la rata che non hanno pagato. Sia i protestati che i debitori vengono iscritti in un registro speciale e, quando qualcuno richiede un prestito, la banca si girerà per avere una comprensione accurata della loro situazione finanziaria passata (positiva o negativa). Se sei iscritto al registro dei protesti, l’utilizzo del credito sarà limitato, ad esempio non potrai emettere assegni. In effetti, hai 60 giorni per ripagare il debito, compresi interessi e multe, e poi inserire questo terribile record. Se il debito viene cancellato dopo un anno, deve essere ripristinato dal tribunale competente.

Nell’eventualità in cui non si faccia richiesta di cancellazione del prestito perché non si ha effettuato il rimborso del credito, si dovrà aspettare almeno un arco temporale di 5 anni, affinché questa avvenga in modo automatico.
Salva ovviamente la possibilità per il creditore di potersi attivare in sede processuale esecutiva per poter riottenere le cifre dovute.

Il dipendente statale protestato può comunque effettuare la richiesta

Il vantaggio di essere un dipendente statale è che puoi richiedere un prestito anche se sei protestato. Poiché si può contare su un quinto dello stipendio del dipendente, anche gli istituti di credito (associati all’INPS) tenderanno a concedere prestiti. Infatti assegnare un quinto dello stipendio o pensione (fino al 20%) è una buona garanzia. Il problema è che quando non puoi contare sul tuo stipendio. In queste circostanze diventa molto difficile fare richiesta di un prestito.

Tipologie di prestiti Inpdap

  • Piccolo prestito: si richiede all’Inps e non viene richiesta motivazione, in quanto sono normalmente tenuti a pagare piccole spese impreviste legate alla vita quotidiana della famiglia. Si esplicano in una durata che va da 1 a 4 anni e possono essere pagati da 12 a 48 rate mensili. Puoi anche estinguere il prestito fino a 8 mesi al mese in due rate nell’arco di 48 mesi (però solo se il richiedente non ha altre trattenute di stipendio o pensione).
  • Prestito pluriennale diretto: Diversamente invece questo è un contratto pluriennale diretto che non solo richiede una motivazione molto specifica (come l’acquisto di una casa o l’organizzazione di un matrimonio), ma richiede anche un certificato medico che attesti lo stato di salute del richiedente. Possono durare 5 anni (suddivisi in 60 rate su base mensile) o 10 anni (con 120 rate su base mensile). Il loro TAN (Tasso di Interesse Nominale Annuo) è fissato al 3,50%, mentre anche il TAN per i piccoli prestiti è fissato al 4,25%. Poi è necessario aumentare le spese amministrative e il fondo rischi dello 0,50%, le spese specifiche dipendono dall’età del richiedente il prestito e dalla durata del prestito.

Consigli finali

Infine ci teniamo sempre ad offrire dei consigli relativi al fatto che è sempre bene farsi assistere da commercialisti o avvocati, i quali sapranno offrire le giuste accortezze e consigli al riguardo, così da non incorrere in errori contrattuali o di valutazione economica.

Le informazioni circa le offerte di prestito sono simulazioni e sono per natura cangianti nel tempo e potrebbero essere passibili di errore, quindi visitate sempre il sito della banca o finanziaria per avere tutte le informazioni aggiornate